La pesca Tabacchiera

Il pesco è un albero Originario della Cina, dove è considerato addirittura simbolo d’immortalità: i suoi fiori meravigliosi sono stati celebrati in tutti i tempi da poeti, pittori e cantanti. Dall’Oriente il pesco è giunto al seguito delle carovane sino in Persia, da cui ha preso il nome e, grazie ad Alessandro Magno, si è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo.

Il frutto è arrivato a Roma nel | secolo d.C. e da allora non ha mai lasciato il nostro Paese. La regione in cui forse il pesco è oggi più diffuso è la Sicilia, dove, con la riforma agraria del secondo dopoguerra, le colture annuali hanno iniziato a essere sostituite da colture perenni; è in questo periodo che i primi peschi hanno fatto la loro comparsa nella zona dell’alto Simeto.

L’area mediterranea si è rivelata fin dall’inizio vocata per la frutticoltura, nello specifico per la coltura delle pesche: i terreni ben drenati, l’abbondanza di acqua e la notevole escursione termica garantivano un prodotto di qualità superiore, che si è imposto subito sui mercati locali.

Il successo è stato tale che dall’alto Simeto, nel giro di pochi anni il pesco si è diffuso anche alla vicina Valle Alcantara.

La produzione siciliana di pesche risulta concentrata per oltre due terzi su varietà a maturazione precoce, precocissima e ultratardiva, ma le varietà introdotte sono moltissime, sia a pasta bianca che gialla.

Le pesche di maggiore pregio in Sicilia per peculiarità produttive e commerciali sono le pesche di Bidona, le pesche di Leonforte e le Tabacchiere o pesche saturnine.

La Tabacchiera a pasta bianca spicca tra tutte: sj tratta di una pesca particolarissima, dalla forma schiacciata, di taglia medio-piccola e dal profumo estremamente intenso che sull’Etna trova un habitat ideale e il favore dei consumatori locali.

Varietà delicata e soggetta ad attacchi parassitari, la Tabacchiera stenta a competere con altre tipologie più funzionali al mercato. La pesca Tabacchiera dell’Etna a pasta bianca si caratterizza per la dolcezza e la morbidezza della polpa, oltre che per il colore della buccia, rosso vivo, dall’intenso profumo.

È una Pesca quasi sconosciuta nell’Italia del nord: è succosissima ed è praticamente tutta polpa, dal momento che il nocciolo al suo interno è molto piccolo. Ottima da tavola, la Tabacchiera è utilizzata nella preparazione di granite e gelati; riesce anche a conferire il suo gusto succoso e dolce a preparazioni che prevedono le classiche creme.

Particolarmente indicato è l’accostamento con i frutti di bosco.

I comuni in cui oggi si coltiva maggiormente questa varietà sono Adrano, Biancavilla, Bronte, Maniace (provincia di Catania), Mojo Alcantara e Roccella Valdemone (provincia di Messina).

Come le altre tipologie di pesche anche la Tabacchiera esercita un’azione protettiva nei confronti della mucosa intestinale; il suo succo è rinfrescante, disintossicante, mineralizzante per l’alto contenuto di calcio, tonificante e ricostituente per l’abbondanza di zuccheri.

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